Kant, le origini del criticismo MAPPE

Questo è il primo articolo di una serie sulla filosofia di Immanuel Kant. Qui di seguito una serie di MAPPE CONCETTUALI collegate alla sintesi, che potrete trovare cliccando qui Kant, le origini del criticismo SINTESI. 

 

Queste mappe sono state realizzate con Font ad Alta Leggibilità biancoenero® di biancoenero edizioni srl, disegnata da Umberto Mischi. Disponibile gratuitamente per chi ne fa un uso non commerciale.

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Immanuel Kant e la filosofia dell’Illuminismo

Immanuel Kant (1724-1804) è uno dei più importanti filosofi dell’età moderna. Nato a Königsberg, in Prussia, visse durante l’Illuminismo, un movimento culturale che considerava la ragione uno strumento fondamentale per comprendere la realtà.

Kant si interrogò soprattutto sulle possibilità della conoscenza umana. Voleva capire come l’uomo conosce il mondo, quali conoscenze possono essere considerate certe e quali sono i limiti della nostra ragione.

Da queste riflessioni nacque il criticismo, una nuova concezione filosofica destinata a trasformare profondamente il pensiero occidentale.

Che cos’è il criticismo?

Il termine criticismo deriva dal greco krínein, che significa giudicare, distinguere e valutare.

Secondo Kant, prima di cercare di conoscere la realtà, l’uomo deve esaminare le capacità e i limiti della propria ragione.

La ragione diventa quindi contemporaneamente lo strumento e l’oggetto dell’indagine filosofica: è come un giudice che deve valutare le proprie possibilità.

Per questo motivo, il criticismo viene definito anche filosofia del limite. Kant non vuole negare il valore della ragione, ma stabilire entro quali confini essa può produrre conoscenze valide.

Il confronto con il razionalismo e l’empirismo

Il criticismo nasce dal confronto con due importanti correnti filosofiche.

Il razionalismo, rappresentato da filosofi come Cartesio e Leibniz, attribuiva alla ragione un ruolo fondamentale nella costruzione della conoscenza.

L’empirismo, sostenuto da pensatori come Locke e Hume, considerava invece l’esperienza sensibile la principale fonte delle nostre conoscenze.

Kant cercò di superare questa contrapposizione. Secondo lui, infatti, la conoscenza comincia con l’esperienza, ma non deriva interamente da essa.

I sensi ci forniscono le informazioni, mentre la mente le organizza attraverso strutture che possiede indipendentemente dall’esperienza.

 
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L’influenza di David Hume

Un ruolo decisivo nello sviluppo del criticismo fu svolto dal filosofo scozzese David Hume.

Hume aveva messo in discussione il principio di causa ed effetto, sostenendo che l’esperienza non permette di dimostrare con certezza che un evento debba necessariamente produrne un altro.

Queste riflessioni spinsero Kant a mettere in dubbio alcune convinzioni precedenti. Il filosofo affermò che Hume lo aveva risvegliato dal suo sonno dogmatico, inducendolo a ripensare le basi della conoscenza.

La rivoluzione copernicana e la Critica della ragion pura

Nel 1781 Kant pubblicò la Critica della ragion pura, l’opera in cui sviluppò la sua teoria della conoscenza.

Il filosofo propose una rivoluzione copernicana: non è soltanto la mente ad adattarsi agli oggetti, ma sono gli oggetti, così come li conosciamo, a essere organizzati attraverso le strutture della nostra mente.

Kant distinse così il fenomeno, cioè la realtà come appare a noi, dal noumeno, cioè la cosa in sé, che non possiamo conoscere direttamente.

Il criticismo rappresenta quindi una svolta nella storia della filosofia: insegna che la ragione è indispensabile per conoscere, ma deve anche riconoscere i propri limiti.

 

Video di approfondimento

Per approfondire il criticismo kantiano, consigliamo una videolezione che spiega la nascita di questa filosofia, il rapporto con razionalismo ed empirismo e i limiti della conoscenza

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